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zuppa copertina

Sabato 3 e domenica 4 ottobre 2015, i volontari de La Casetta Onlus e Progetto Arca scenderanno in piazza per offrire, a fronte di una piccola donazione, la zuppa della Bontà a tutti coloro che desidereranno portare in tavola un piatto speciale per i propri cari e, insieme, offrire un aiuto alle persone senza dimora.

Un prodotto, la zuppa, scelto per il suo forte valore simbolico: alimento ricco di nutrienti, sano, alla portata di tutti e perfetto per rifocillare e dare ristoro a persone che raramente, vivendo in strada, hanno la possibilità di consumare un pasto caldo.

 

 

Presso i banchetti presenti nelle principali piazze italiane sarà possibile scegliere fra tre gustose varianti di zuppe confezionate, prodotte dall’azienda Pedon.

 

 

La Casetta Onlus sarà presente sul territorio flegreo con due banchetti, uno a Bacoli in Villa Comunale ed un altro a Monte di Procida in Piazza XXVII Gennaio dalle 9 alle 19.
Grazie ai fondi raccolti, la Fondazione distribuirà pasti caldi a oltre 26.000 persone senza dimora durante il periodo invernale.

 

 

Progetto Arca: il primo aiuto, sempre

Fondazione Progetto Arca nasce nel 1994 a Milano per portare un aiuto concreto a coloro che versano in stato di grave povertà ed emarginazione.
Al centro delle nostre attività ci sono persone senza dimora, anziani soli, famiglie indigenti, persone con problemi di dipendenza, profughi, rifugiati e richiedenti asilo.
La Fondazione da oltre 20 anni accoglie i più deboli e sostiene chi soffre nei momenti di crisi e disperazione. Grazie ai nostri operatori, educatori e volontari, ascoltiamo senza pregiudizio i bisogni di ogni persona in difficoltà, per accompagnarla in un percorso di recupero e di reinserimento sociale.

Solo nell’ultimo anno abbiamo distribuito un milione di pasti.

Attraverso la preparazione e la distribuzione di pasti a persone in difficoltà, la Fondazione dà un aiuto concreto alle persone senza dimora. La distribuzione di un pasto, infatti, è un gesto di assistenza importante e necessario, ma soprattutto rappresenta il primo passo per la creazione di una relazione di fiducia e l’avvio di un percorso di reintegrazione sociale e lavorativa.

 

Scopri maggiori informazioni sul sito web www.lazuppadellabonta.it

Si è tenuto mercoledì 15/07/2015 allo stadio “Tony Chiovato” di Baia l’evento dal titolo “Uniti si può”, organizzato dalle amministrazioni di Bacoli e Monte di Procida. Una partita di calcio a sfondo benefico fra rappresentative dei due comuni che ha attratto un numeroso pubblico sulle gradinate. Durante lo svolgimento della manifestazione gli organizzatori hanno dato il via ad una raccolta fondi fra gli spettatori. Il ricavato gli stessi organizzatori hanno spontaneamente scelto di devolverlo a sostegno delle attività dell’associazione “La Casetta Onlus” che, come ricordato dal sindaco di Monte di Procida Pugliese, opera proprio a cavallo fra i due comuni.

Il ricavato è stato di 401,65€ e l’intero ammontare sarà destinato alle attività de La Casetta Onlus. In particolare 200€ saranno utilizzati come contributo per l’acquisto di materiali per la tinteggiatura dei locali della sede di Via Cappella (a fronte di un costo totale dei materiali di 500€), ed i restanti 200€ saranno impiegati per la preparazione di 50 pasti per i senza dimora dell’area flegrea per la consueta uscita dell’unità di strada.

 

 

 

Presente allo stadio anche la presidente de “La Casetta” Anna Gilda Gallo, che ha voluto testimoniare di persona la propria gratitudine verso le due amministrazioni che hanno scelto di sostenere l’associazione. «Questa manifestazione rappresenta un’opportunità. Vogliamo essere coraggiosi nell’esporci per aprirci al territorio e superare le divisioni. Al di là della somma raccolta è importante che stasera si capisca che nella nostra zona esistono tante associazioni e realtà che operano per il bene. La Casetta non è la migliore, ma può diventarlo solo se si lavora tutti quanti insieme».

Un grazie, quindi, alle amministrazioni di Bacoli e Monte di Procida che hanno ideato e organizzato l’evento, scegliendo di destinare i fondi raccolti a “La Casetta”. Un grazie a chi vi ha partecipato e ha offerto il proprio contributo.

Non è la prima volta che lo sport, ed in particolar modo il calcio, si presta per una giusta causa, soprattutto quando di mezzo c’è la possibilità di dare respiro economico e mediatico ad una delle tante Onlus che s’impegna costantemente per regalare un sorriso a chi ne ha più bisogno. La Onlus in questione è La Casetta, l’associazione di volontariato che da anni opera sul territorio di Bacoli, in particolare a Cappella, dove fornisce aiuto ed assistenza a tanti bisognosi mantenendo un occhio di riguardo specialmente per i bambini e le famiglie più disagiate. L’evento sportivo attraverso il quale si attiverà la raccolta fondi è invece un incontro di calcio tra una selezione di Bacoli ed una di Monte di Procida che si terrà al campo sportivo “Tony Chiovato” di Baia Mercoledì 15 Luglio, a partire dalle ore 20:30.

uniti si può“Uniti si può”: questo è il titolo della serata a scopo benefico che oltre ai calciatori in campo  coinvolgerà tutta una serie di iniziative. Bacoli e Monte di Procida mai stati così amici, mai stati così “vicini” (politicamente parlando) e, soprattutto, mai stati così uniti e lo dimostreranno, ancora una volta,  su un campo da calcio così come avvenuto un mese fa al Parco del Benessere di Monte di Procida (campo  di calcetto) e sempre per una giusta causa. Tra le fila della selezione di Bacoli ci sarà spazio anche per il  neo Sindaco Josi Gerardo Della Ragione mentre il collega montese Giuseppe Pugliese, poichè  infortunato, dovrà accontentarsi di fare da “selezionatore” in panchina.

Gli organizzatori della serata fanno  sapere che l’ingresso sugli spalti è libero e durante la gara partirà una colletta tra il pubblico  presente poichè l’intero evento non avrà scopo di lucro (gli sponsor che hanno voluto aderire hanno  coperto la parte economica inerente alle spese tecniche). Ma non ci sarà solo calcio: prima del calcio  d’inizio è previsto uno spettacolo di danza hip-hop eseguito dalla Maestra e Coreografa Ilaria Vena e  poi durante l’intervallo due momenti canori con le esibizioni dei due giovani talenti di Bacoli e Monte di  Procida, Antonio Della Ragione e Antonio Enzio.

Ed allora tutta la cittadinanza di Bacoli e Monte di Procida è invitata a partecipare a “UNITI SI PUO’…” (questo il link della pagina-evento su Facebook), Mercoledì 15 Luglio alle ore 20:30 al Tony Chiovato di Baia.

11715152_10206954563764084_545872828_oÈ estate per tutti a La Casetta, anche per i bambini del centro polifunzionale che da alcuni giorni hanno cominciato la loro colonia estiva con il servizio spiaggia. Grazie ad una generosa donazione è stato possibile aggregare al gruppo altri due bambini ed anche per loro è cominciata la vacanza. Dal lunedì al venerdì l’opera di accoglienza e sostegno all’infanzia continua sulla spiaggia di Miliscola dove i più piccoli possono giocare e divertirsi, prima di rientrare al centro per il pranzo. Un grazie è doveroso a chi ha permesso che si realizzasse. Ogni donazione, ogni atto di sostegno a La Casetta si trasforma in gesti concreti verso chi ne ha più bisogno.

Martedì 30 giugno 2015 è venuto a farci visita in Neo Sindaco del Comune di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione con Dario Perreca (consigliere comunale) e Domenico Mazzella (consigliere comunale). E’ stato un momento importante per poter aprire una discussione sul disagio sociale del nostro territorio e sugli strumenti da utilizzare, per risollevare la situazione socio – economica delle persone disagiate.

Non possiamo che augurare un grande in bocca al lupo al neo Sindaco ed a tutta la sua amministrazione.

 

Foto (1)  C’è chi in questi giorni discute sui tavoli europei di immigrazione, snocciolando numeri. C’è poi chi guarda in tv scene di migranti alle frontiera o accampati in una stazione. C’è poi chi questo fenomeno lo osserva, ci riflette, ma lo fa vivendolo in prima persona, entrando in contatto e aiutando persone bisognose di assistenza. Prova a farlo nel proprio piccolo “La Casetta Onlus” di Bacoli che dell’accoglienza fa la sua prima missione. Ma c’è chi opera da oltre 20 anni opera su larga scala. È per questo che abbiamo deciso di parlare di immigrazione con Fabio Pasiani, di “Fondazione Progetto Arca Onlus”. Un’associazione che a Milano opera fra le strade e nelle proprie strutture, con progetti per persone senza dimora, ma anche anziani, minori o famiglie in difficoltà. Fra “La Casetta” e “Progetto Arca” è nata ormai una collaborazione che punta ad estendere la rete di assistenza ad un’utenza sempre più vasta. Ma la partnership serve anche ad altro, a confrontarsi e capire sempre meglio le diverse realtà su cui intervenire.

Parliamo dunque di immigrazione. Fabio Pasiani ne ha viste tante insieme ai volontari di “Progetto Arca” che hanno accolto migliaia di persone. Parla del fenomeno migratorio con chiarezza e lucidità.  Non gli sfugge, però, l’aspetto più umano e si legge un pizzico di rabbia nelle sue parole quando racconta gli aspetti più crudi. «Si tratta spesso di persone che chiudono la porta della loro casa sapendo probabilmente di non poterci più tornare – ci dice Fabio – Partono per un viaggio estremamente pericoloso che non sanno dove li porterà. Molte famiglie decidono addirittura di imbarcarsi divisi su due navi diverse per aumentare la possibilità che qualcuno arrivi dall’altra parte. È un assurdo! L’idea di arrivare a considerazioni di questo tipo fa accapponare la pelle a qualsiasi padre o madre di famiglia». Le sue parole sono forti, ma procediamo con ordine per capire meglio il fenomeno.

 

 

Per cominciare a parlare di immigrazione è opportuno fare chiarezza sui termini. È davvero giusto parlare di “emergenza”?

 

«La vera emergenza attiene alle problematiche dell’illegalità. Ci siano paesi che vivono in condizioni di guerra civile o di dittatura, dove è a rischio l’incolumità delle persone. Questa è un’emergenza per quei paesi, ma il flusso di persone che scappano da questi posti sta nell’ordine naturale delle cose. Dovremmo cominciare a considerare il fenomeno migratorio come una cosa normale. Piuttosto l’emergenza è che tante persone non trovino altro mezzo per raggiungere una vita migliore se non quello di affidarsi all’illegalità. Le conseguenze sono tristemente note; i migranti vengono trattati in maniera disumana, vivono in condizione disumana e spesso non arrivano neppure a destinazione. Questa è la vera emergenza secondo me». 

 

Non si emigra, quindi, solo per stare meglio?

 

«Quella economica non è sicuramente la prima ragione. Molte non sono persone a cui manca il pane. Manca piuttosto la certezza di tornare a casa se si esce per comprane, senza essere gettato in qualche galera o fatto oggetto di rappresaglie. Se qui in Italia vivessimo situazioni simili probabilmente anche io sarei alla ricerca di un altro posto sicuro dove vivere in serenità con la mia famiglia, mi pare una cosa piuttosto normale».

 

Possiamo tracciare un profilo generale dei migranti che arrivano in Italia? Da dove vengono, dove sono diretti e cosa cercano?

 

«Da gennaio ad inizio giugno sono arrivati in Italia circa 60 mila migranti. Io posso portare l’esempio di Milano, dove ne sono transitati circa 10 mila. Di questi 4240 sono eritrei e altri 3570 sono siriani, provenienti quindi da paesi dove la vita degli individui è messa a repentaglio da violente dittature o guerre civili. Per loro ci sono sicuramente gli estremi per richiedere lo status di rifugiato secondo quanto previsto dalla convenzione di Ginevra, perché nei paesi di origine vige una sospensione dei diritti umani. Gli altri 2 mila circa provengono da centro -Africa e Medio Oriente. I loro casi vanno, quindi, valutati singolarmente».

 

Si può ipotizzare che molti di questi abbiano intenzione di lasciare l’Italia come spesso viene detto?

 

«Provo a rispondere con un altro dato. Nell’ultimo anno e mezzo a Milano sono passati circa 64 mila migranti. Di questo solo 250 hanno chiesto asilo qui in Italia. C’è una sproporzione netta fra la gran parte che intende proseguire il proprio viaggio e chi sceglie di fermarsi qua».

 

La gran parte quindi dove va? Potrebbe ipotizzare anche che resti nel nostro paese?

 

«No, è una cosa molto difficile. A chi assistiamo facciamo compilare un questionario e i dati ci dicono che quasi tutti sono diretti verso Francia, Germania, Svezia e altri paesi. In più è logico ritenere che se restassero qui tornerebbero da noi per ricevere aiuto o assistenza visto il rapporto che si crea. Sappiamo invece che partono e si organizzano per andare altrove».

 

Torna così in ballo il tema dell’illegalità per superare anche i confini europei?

 

«Si talvolta ci si affida ai cosiddetti “passeur”, ma tanti partono anche in treno. Abbiamo visto tutti le immagini dei respingimenti a Ventimiglia; la maggior parte di loro sono africani, ma sappiamo di molte famiglie siriane che sono riuscite a passare il confine. Non possiamo chiaramente monitorare tutti i casi chiaramente, ma i segnali ci dicono che in molti raggiungono escono dall’Italia».

 

Le immagini dei migranti alla stazione di Milano hanno avuto molta risonanza. Si è parlato anche di problemi sanitari. Voi come li trovate sia da un punto di vista fisico che psicologico?

 

«Molto stanchi e provati. Hanno affrontato viaggi di settimane, talvolta mesi, in condizioni poco umane. Hanno carenza di sonno, sono disidratati, malnutriti. Una condizione di forte stress psicofisico. Capitano spesso bronchiti, bambini con la febbre. Ora con l’estate ci aspettiamo segni di ustioni, inevitabili viaggiano per giorni e giorni sui barconi. Detto questo ci impressiona sempre la loro grande determinazione nel voler concludere il loro viaggio, il loro progetto migratorio. Sono persone molte lucide e determinate a cercare un luogo in cui costruire una normalità per sé e per la propria famiglia. Un’ambizione che credo li accomuni con tutti noi.  Allo stesso tempo sono molto grati per l’accoglienza che trovano qui da noi a Milano dove per la prima volta qualcuno si occupa di loro, cosa che non si aspettano».

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Cosa riuscite a fare voi di “Progetto Arca” per aiutarli?

 

«Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo accolto più di 30 mila persone sulle 64 mila arrivate a Milano. Cerchiamo di dargli un sostegno concreto. Sono adulti, giovani, uomini e donne, anziani e tante famiglie con minori anche molto piccoli. Lo scorso anno mentre era ospite da noi una famiglia ha dato alla luce il secondo figlio.  Si fermano da noi in genere 4 -5 giorni. Li facciamo assistere da un medico, gli diamo la possibilità di farsi una doccia, di avere un cambio pulito di vestiti e un posto dove potersi riposare dopo un viaggio terribile. Possono mangiare secondo la loro cultura e avere qualcuno che parla la loro lingua a cui chiedere informazioni. In sostanza offriamo loro un riferimento che non hanno durante tutto il resto del viaggio».  

 

Individuare soluzioni non è semplice, ma per concludere ti chiedo se c’è qualche provvedimento che potrebbe nel breve termine migliorare la situazione?

 

«Quello che chiediamo è quello che in realtà chiede da tempo anche in comune di Milano a gran voce. Occorre l’istituzione di un corridoio umanitario che consenta a chi arriva da determinati paesi di circolare in Europa per raggiungere la meta prestabilita dove richiedere asilo. Questo taglierebbe fuori tutto quell’aspetto dell’illegalità che costituisce la vera emergenza, come già detto. I migranti dopo l’identificazione avrebbero in mano un documento che gli consentirebbe di prendere un treno o un aereo, togliendoli dalla necessità di affidarsi all’illegalità e dalla miseria di sentirsi clandestini. Gli strumenti di diritto internazionale per farlo esistono, così come dei precedenti a cui rifarsi, legati all’emergenza del nord Africa del 2011».

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Giovedì 11 giugno 2015 presso il “Circolo Artistico Politecnico” c’è stato l’evento “L’amore in musica” organizzato dall’associazione “L’arco dell’Avvenire”. Il ricavato della serata è stato donato completamente per sostenere le attività de La Casetta Onlus. Grazie a gesti del genere, possiamo continuare a donare un pasto caldo a chi è bisognoso.

 

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Dallo scorso gennaio a Bacoli è attivo tutte le mattine uno sportello di mediazione familiare. Ad ospitarlo presso il proprio centro è “La Casetta Onlus”, che offre gratuitamente il servizio. Si tratta di un’opportunità importante per tutto il comprensorio flegreo, che conosce per la prima volta questo nuovo percorso. La mediazione familiare, infatti, nasce in nord Europa e, nonostante un suo sviluppo, è ancora poco praticata in Italia e in particolar modo in nel meridione.

Ma di cosa si tratta? Ai suoi albori la mediazione familiare punta soprattutto alla tutela dei minori nei casi di separazione. Nel corso degli anni, però, ha esteso il suo campo d’azione ed oggi si affrontano una vastità di problematiche familiari: dai rapporti fra genitore e figli a quelli con i nonni, passando chiaramente per le divergenze di coppia. Si può, quindi, rivolgere allo sportello chi è sposato, chi si sta separando o è già separato da tempo, ma anche coppie di fatto.

Il percorso che si intraprende dura alcuni mesi e a “La Casetta” le professioniste che vi operano hanno già chiuso con successo diverse mediazioni. Il primo passo è quello di creare un rapporto di fiducia col mediatore che a sua volta deve riuscire a riattivare un dialogo fra le parti. Non sempre è facile, ma i benefici di una buona mediazione sono tangibili. Il risultato finale, infatti, è il raggiungimento di un accordo che risolva in maniera costruttiva il conflitto.

La mediazione familiare è particolarmente indicata in presenza di una volontà di separazione. A differenza di altri paesi non è una strada obbligatoria, ma sicuramente consigliabile. Si tratta di un percorso alternativo e complementare a quello legale. L’obiettivo è non creare vincitori e vinti, ma aiutare le parti a parlarsi per trovare un punto di incontro senza che sia un giudice terzo a decidere. Una risoluzione consensuale della controversia crea rapporti più distesi e porta un indubbio beneficio anche economico per le famiglie coinvolte.

L’esperimento flegreo sembra essere partito con piede giusto. In tanti hanno bussato a la porta de “La Casetta” e in solo 4 mesi sono stati già superati i numeri previsti dal progetto iniziale. Molti si sono avvicinati allo sportello grazie alla conoscenza del centro, ma è nata anche una collaborazione con i comuni di Bacoli e Monte di Procida. «La creazione di questo sportello gratuito a La Casetta è un vanto e una grande opportunità per noi e per tutto il territorio flegreo – dice una delle mediatrici – Molti non hanno mai sentito parlare di mediazione familiare e allora è importante avere una giusta informazione».

Per poter avviare una mediazione familiare basta rivolgersi al centro de “La Casetta Onlus”, in via Cappella, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13. Mediatrici professioniste capiranno le problematiche e valuteranno la situazione consigliando, eventualmente, anche supporti diversi, sempre in linea con lo spirito di accoglienza tipico dell’associazione. Foto 19

CAMBIA IL LORO MONDO. CAMBIA IL TUO. COSÌ CAMBIA TUTTO