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Giorno dopo giorno va avanti il progetto “Il lavORO delle donne”, gestito da La Casetta Società Onlus in collaborazione con l’Associazione IoCiSto di Bacoli. Attività diversificate, ma con un minimo comun denominatore, l’attenzione al mondo femminile e a tutte quelle situazioni di disagio lavorativo e familiare. L’obiettivo è, quindi, combattere l’esclusione sociale che ne può derivare attraverso interventi mirati a fornire strumenti di emancipazione e realizzazione personale.

Cerca di offrire opportunità lavorative a donne disoccupare il corso di cucina gratuito che da circa un mese si tiene presso la sede de La Casetta Onlus. Le partecipanti sono alle prese con i fondamenti della cucina partenopea sotto la guida della presidente Anna Gilda Gallo e della cuoca Federica Amoroso. Con loro si alternano professionisti del settore per approfondire aspetti più specifici. L’interesse è alto e il tasso di dispersione è pari allo 0, anche grazie al baby parking in cui vengono accuditi i figli delle partecipanti durante le ore di corso.

Attenzione al lavoro che si esplicita anche attraverso il “CLUB”. Da gennaio, presso la sede dell’Associazione IoCiSto in via Risorgimento, è attivo il centro di orientamento al lavoro. Tutti i cittadini di Bacoli, possono ricevere assistenza per la compilazione dei curriculum vitae, consultare offerte di lavoro e formazione, partecipare a seminari e incontri tematici. I riscontri sino a questo momento sono molto positivi, sia in termini di numero di utenza, sia in fatto di relazioni stabilite con partner istituzionali. Il servizio è disponibile il lunedì dalle 15 alle 19, martedì e venerdì dalle 9 alle 14 e il sabato su appuntamento dalle 15 alle 18.

Più attinente alla sfera personale lo sportello d’ascolto e supporto familiare, attivato presso la sede de La Casetta Onlus in via Cappella. Il percorso è rivolto alle coppie in fase di separazione o già separate e a nuclei familiari in difficoltà anche se con figli minori. Lo sportello, portato avanti da personale qualificato, ha prestato ascolto a numerose famiglie del territorio. Chi fosse interessato a ricevere assistenza può prenotarsi chiamando lo 081/868 2154 dalle 12 alle 15.

Sono 15 le ragazze che, grazie al progetto “Il LavORO delle Donne” finanziato dal Dipartimento della gioventù e del Servizio Civile Nazionale, si sono iscritte al corso di “Cucina in progress”. Il corso vuole offrire tutti gli strumenti basilari per poter intraprendere una carriere nell’abito della ristorazione. Il grande entusiasmo che ha circondato la cucina de La Casetta Onlus, in Via Cappella a Bacoli, sta facendo si che le lezioni siano interessanti e ricche di passione.

Ecco alcuni scatti delle lezioni di “friggitoria napoletana” e “i dolci della nonna”.

 

Da VolontariatOggi

di Raffaele Picilli e Mariano Boccia

 

Secondo l’Istat, un italiano su 4 è a rischio povertà o esclusione, il 14% ha arretrati per mutuo, affitto e bollette. Sei milioni di persone non mangiano adeguatamente e una famiglia su due percepisce un reddito netto non superiore a 2.000 euro. Al Sud, quasi la metà dei residenti risulta a rischio povertà o esclusione sociale (45,6%), contro il 22,1% del Centro e il 17,9% del Nord. Sono in difficoltà soprattutto i monogenitori, le coppie con tre o più figli, chi vive in famiglie con cinque o più componenti e i nuclei monoreddito. Dati che sembrano irreali per chi non vive a contatto con le marginalità.
Cosa può fare il Terzo Settore per intervenire e supportare, in maniera dignitosa e “intelligente” chi ha bisogno di beni di prima necessità?
In questi mesi si sta parlato molto di social market, spazi aperti da organizzazioni di volontariato nei quali persone in difficoltà possono recarsi a fare la spesa, gratis, come in un comune negozio. A Bacoli, in provincia di Napoli, un’associazione di volontariato, La Casetta Onlus, ha deciso di modificare questo sistema di distribuzione e chiedere “qualcosa in cambio”. Nel loro nuovo Social Market, che sarà operativo nel giro di alcuni mesi, per pagare le merci non occorreranno soldi, ma donazioni di “tempo”. Agli utenti sarà chiesto di donare parte del loro tempo alla Comunità, secondo possibilità e competenze. L’obiettivo è quello di favorire l’emersione da situazioni di disagio attraverso la promozione della solidarietà e del volontariato tra famiglie e la costruzione di reti di mutuo aiuto, con un’attenzione particolare ai temi dell’educazione alimentare e del risparmio responsabile.
Anna Gallo, presidente della Casetta onlus ha dichiarato: “questa è una nuova visione del servizio che mira al superamento della semplice logica assistenzialista e pone al centro uno scambio reciproco che renda attivo colui che riceve assistenza e che punti, sempre di più, alla creazione dell’indipendenza dell’individuo”.
Ogni acquisto effettuato presso il Social Market attiverà dei debiti in termini di ore di volontariato che gli utenti si impegneranno a svolgere a favore della Comunità. Si cercherà di barattare la spesa mensile, del valore di ottanta euro con due ore di volontariato che a seconda delle attitudini personali, potranno essere impiegate in attività come il giardinaggio, l’assistenza al doposcuola per minori, pulizie domestiche o compagnia ad anziani e persone sole. Ai clienti del Market saranno offerti anche corsi di formazione gratuiti per migliorare le loro capacità lavorative e gestionali. Non solo aiuto immediato ma anche speranza per il futuro.

Il corso di formazione “Cucina in progress” è una delle attività del progetto “Il lavORO delleDonne”, gestito dalla Cooperativa Sociale “La Casetta Onlus” e dall’Associazione IoCiSto. Il progetto realizza attività, completamente gratuite, ideate per promuovere la partecipazione attiva di donne e giovani al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione di giovani madri e l’attivazione di interventi volti a risolvere problematiche familiari.

Il corso di cucina è rivolto a donne non occupate, prioritariamente quelle fra i 18 e i 35 anni, che intendono intraprendere un percorso lavorativo nel settore alimentare e della ristorazione. Avranno priorità nell’accesso alle lezioni le madri, i cui figli saranno accolti nel baby parking appositamente allestito durante le ore di corso.

Tutti i servizi e le attività previste dal progetto sono gratuiti. Il progetto è sostenuto dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito dell’azione “Giovani no profit”.

 

Scarica qui la domanda di iscrizione e l’ avviso selezione corso cucina Casetta

 


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L’agenda mediatica ultimamente ha spostato le proprie attenzioni su problematiche diverse e i flussi migratori stessi conoscono rotte nuove. L’Italia, però, non può certo dimenticare la questione immigrazione e soprattutto quella legata all’accoglienza. I riflettori spenti sono un rischio, ma costituiscono anche un’opportunità per poter osservare il fenomeno in maniera più analitica, senza le pieghe emotive derivanti dalle tragiche immagini che per mesi hanno riempito le prime pagine dei giornali.

Continua a fare acqua il sistema italiano dell’accoglienza. Ce lo racconta la campagna “LasciateCIEntrare” in un dossier dal titolo “Accogliere: la vera emergenza”. Partiamo dai costi. Nel 2015 sono stati spesi 1,16 miliardi Euro, una piccolissima percentuale, lo 0,14%, della spesa pubblica nazionale complessiva. Un dato in leggere crescita, ma che resta modesto, soprattutto alla luce degli investimenti europei che hanno fruttato all’Italia almeno 400 milioni di euro in tre anni.

Ciò che preoccupa maggiormente, però, non è la quantità di denaro, ma le modalità con cui lo stesso viene speso. Spendere bene per l’accoglienza significa favorire l’inclusione sociale, la sicurezza e la dignità umana, ma anche migliorare l’economia del luogo in cui vengono collocati i migranti in attesa di asilo. Nella gestione attuale, invece, manca la trasparenza, ma soprattutto una visione a lungo termine circa un fenomeno che da anni ormai è diventato strutturale.

Il 72% dei richiedenti asilo è accolto nei CAS, Centri di Accoglienza Straordinaria che sono 3090 su tutto il territorio nazionale. I mega centri governativi, detti anche CARA, sono 13. Sono 430 i Progetti del Sistema di Protezione per Rifugiati e Richiedenti Asilo (SPRAR) distribuiti in piccoli centri e considerati, in linea di massima, il migliore esempio di accoglienza a livello nazionale. La maggior parte delle risorse pubbliche, quindi, sono impiegati nella gestione dei centri straordinari ed emergenziali, di cui spesso non è possibile sapere dove sono e chi li gestisce.

Evidente il controsenso per cui centri, definiti straordinari, gestiscono ordinariamente l’accoglienza. Non si tratta, però, solo di una questione di termini. Questa “ordinaria straordinarietà” ha dato vita a centri improvvisati. Hotel, ristoranti, vecchi casolari, tutti riconvertiti in strutture dove ospitare profughi e i richiedenti asilo al fine di ottenere lauti profitti. Gli scandali sono stati tanti anche l’area flegrea e se ne riportano esempi nel rapporto stesso.

Non manca, però, l’impegno di tanti individui e associazioni che con generosità cercano di supplire alle mancanze del sistema. In questo contesto prova a fare la sua parte anche La Casetta Onlus, che apre le sue porte a chiunque ha bisogno di sostegno, senza distinzione razziale o di alcun tipo. Ne sono esempi la mensa quotidiana, ma anche il servizio di assistenza mobile su strada che un giorno a settimana, per tutto l’anno, offre un pasto caldo a chi vive in stato di disagio e non può raggiungere il centro. Ma l’impegno si è concretizzato anche in iniziative diverse come lo sportello di mediazione culturale che ha assistito e indirizzato numerosi immigrati.

 

 

Accoglienza e solidarietà sono i valori fondamentali che animano l’operato dell’Associazione La Casetta che, dal 1999, lavora ogni giorno su un territorio difficile, dove i forti contrasti sociali e la carenza di infrastrutture, non garantiscono opportunità e punti di riferimento per le fasce di popolazione più deboli. Il nostro impegno è volto a rimuovere le condizioni di sofferenza e affrontare le povertà che affliggono le famiglie, le persone sole e compromettono la vita e il percorso di crescita dei minori. L’assistenza all’infanzia e all’adolescenza più disagiata è stato fin dall’inizio il grande obiettivo dell’Associazione. 

Grazie a Stefano Sarcinelli e Gino Rivieccio per il loro sostegno alle attività de La Casetta Onlus.

I numeri parlano chiaro. È stato un 2015 ricco di importanti risultati raggiunti per La Casetta Onlus. Le nuove attività si sono integrate con quelle già avviate, facendo registrare una significativa crescita dei servizi offerti alla comunità. Dalla distribuzione di quasi 1000 pacchi viveri per famiglie ed anziani, all’Unità Mobile su Strada che ha fornito oltre 1800 pasti, insieme a generi di prima necessità e bevande calde. Il tutto senza dimenticare le attività di ascolto e di sostegno che in taluni casi hanno visto una crescita fino al 400%.

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La domanda di assistenza sul territorio flegreo, però, è ampia e La Casetta, contando sull’aiuto di tanti sostenitori, spera di fare ancora meglio, rendendo il nuovo anno ancor più caratterizzato dall’amore e dall’attenzione per chi ha maggiore bisogno. In via Cappella si lavora intensamente perché presto possano partire ulteriori progetti, dando spazio a nuove forme di supporto al disagio vissuto da numerose persone. Vediamo, quindi, le novità più importanti di questo inizio di 2016.

La prima potrebbe essere la creazione un cosiddetto “Social Market”. Uno spazio dove famiglie indigenti e persone in difficoltà possono recarsi a fare la spesa, come in un comune negozio. Per pagare, però, non occorrono soldi, ma gli utenti in cambio dedicano il loro tempo al volontariato, secondo le proprie possibilità e le proprie competenze. Attualmente si sta cercando una sede per poter dare il via a questa iniziativa promossa da La Casetta Onlus in collaborazione con la Fondazione Progetto Arca.

A breve partirà anche una raccolta fondi per finanziare l’acquisto di un nuovo camper per l’assistenza ai senza fissa dimora. Il veicolo individuato possiede due box doccia, ma anche un angolo attrezzato per il lavoro di un barbiere. In questo modo La Casetta, ancora una volta in sinergia con la Fondazione Progetto Arca, punta a migliorare il servizio mobile su strada. Non solo cibo, quindi, ma anche un’attenzione all’igiene e alla cura personale per gli indigenti che vivono per le strade del territorio flegreo e del napoletano.

Si è conclusa, intanto, la vendita dei biglietti della prima lotteria di beneficenza a nome “Prima di Tutto l’Amore “. L’iniziativa è mirata a finanziare il progetto mensa e ha raccolto 2415 euro, grazie a tutti i generosi donatori sono stati venduti quasi 1000 biglietti.

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Il giorno 07/02/2016 alle ore 18 presso la sede dell’associazione La Casetta Onlus in Via Cappella 76 si è tenuta l’estrazione della lotteria di beneficenza “Prima di tutto l’amore” volta a sostenere il progetto mensa per persone bisognose.

Ebbene i numeri vincenti sono:

 

1°premio “Buono Vacanza valido per un soggiorno di  7 notti per massimo 4 persone: biglietto numero 0186

2°premio “n.1 Cena per due persone presso il ristorante “Capo Blu”: biglietto numero 0332

3°premio “Cesto di salumi e affini della salumeria Sciardac”: biglietto numero 0296

 

Congratulazioni ai vincitori!

 

Così come descritto nel regolamento dell’iniziativa pubblicato su questo sito web all’articolo 14, di cui il testo si cita integralmente, ” i vincitori dovranno esibire e consegnare, entro il 10/03/2016 al comitato organizzativo, i biglietti vincenti concordando con esso le modalità di ritiro del premio. Solo la consegna del biglietto da diritto al ritiro del premio. La consegna ed il diritto dei premi sono a carico dei vincitori. I vincitori potranno dare preavviso della vincita a mezzo mail indirizzandola ad lotteria@lacasettaonlus.it, oppure telefonando al 081/8682154, i primi non ritirati saranno trattenuti dall’associazione presso la propria sede ed utilizzati, eventualmente, per future lotteria.”

Uno sportello di orientamento al lavoro, un centro di mediazione familiare e un corso di cucina. Sono queste le principali azioni del progetto “Il lavORO delle Donne”, gestito da La Casetta Onlus e dall’Associazione IoCiSto di Bacoli. Attività completamente gratuite ed ideate per promuovere la partecipazione attiva di donne e giovani al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione di giovani madri e forme d’intervento atte a risolvere problematiche familiari.

Dall’11 gennaio è attivo il centro di orientamento al lavoro “CLUB”, presso la sede dell’Associazione IoCiSto in via Risorgimento 158b. Tutti i cittadini di Bacoli, in particolare i giovani, possono usufruirne il lunedì dalle 15 alle 20, il martedì e il venerdì dalle 9 alle 14. Presso il centro è possibile ricevere consulenza per la scelta del proprio percorso formativo e/o professionale, avere un aiuto nella ricerca di opportunità di lavoro e formazione, si è accompagnati nella redazione del proprio curriculum vitae e nell’accesso alle opportunità offerte dal programma Garanzia Giovani. Inoltre laboratori di ricerca attiva del lavoro e per la creazione d’impresa, incontri tematici sulle novità del mondo del lavoro e corsi di lingua italiana per donne immigrate.

Da marzo sarà attivato anche lo sportello di mediazione familiare presso la sede de La Casetta Onlus in via Cappella. Il percorso di mediazione è rivolto alle coppie in fase di separazione o già separate, anche con figli minori. Un servizio che aiuta a ridurre la conflittualità familiare, riducendo i costi economici e sociali di una separazione, aprendo nuove vie di dialogo ed evitando di affidare le sorti del nucleo familiare esclusivamente alle vie legali, sicuramente più lunghe, costose e logoranti.

Parte, infine, ad aprile un corso di cucina rivolto a donne disoccupate fra i 18 e i 35 anni che intendono intraprendere un percorso lavorativo del settore alimentare e della ristorazione. Avranno priorità nell’accesso alle lezioni le madri, i cui figli saranno accolti nel baby parking durante le ore di corso. Le attività si svolgeranno nei locali de La Casetta.

Tutti i servizi e le attività previste dal progetto sono gratuiti. Il progetto è sostenuto dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito dell’azione “Giovani no profit”.

Spesso si dice che la realtà non può essere spiegata con dei freddi dati numerici. Sarà sicuramente vero, ma in alcuni casi solo la forza brutale e inappellabile dei numeri può rendere l’idea di ciò che ci circonda. Nel mondo sono circa 570 milioni i bambini che vivono in condizioni di estrema povertà, 750 milioni sono vittime di deprivazioni di vario tipo, mentre più di 950 milioni rischiano di cadere in povertà. I dati forniti da Save the Children nel nuovo rapporto “Povertà minorile nel mondo”, sono sicuramente eloquenti, ma sembrano dipingere una realtà a noi lontana. Così non è. Circa il 73% delle persone povere nel mondo vivono in paesi a medio reddito e anche tra i paesi più ricchi. Nella stessa Unione Europea il 27% dei bambini sono a rischio di povertà ed esclusione sociale.

L’Italia non fa eccezione. Il nostro paese, insieme a Grecia e Spagna, è quello che ha maggiormente e fortemente avvertito la crisi economica e i dati lo testimoniano. Oltre un milione di bambini vivono in condizioni di estrema povertà, mentre il 34% sono a rischio povertà ed esclusione sociale. Colpa della disoccupazione e dei servizi sociali sempre più scarsi a sostegno delle famiglie. Così la qualità della vita dei bambini è scesa. Ne risente la formazione con la rinuncia ad attività integrative e il taglio della spesa. Ne risentono gli ambienti domestici e persino la salute. Si, perché dall’inizio della crisi economica in Italia sembrerebbe raddoppiato il numero di minori che hanno dovuto fare i conti con la povertà alimentare.

Situazioni di questo tipo rischiano di innescare un circolo vizioso con gravi conseguenze per il futuro di centinaia di milioni di bambini. Nel rapporto di Save the Children, infatti, si evidenzia come la povertà minorile vada di pari passo con l’esclusione sociale ed economica. Le conseguenze sono molto concrete. Si stima ad esempio che un bambino che abbia vissuto significative e croniche carenze nutrizionali nei primi tre anni di vita, abbia maggiori rischi di ammalarsi, possa crescere almeno 3 centimetri meno di un suo coetaneo, avere maggiori problemi a completare la scuola primaria e in alcuni casi, da adulto, possa guadagnare dal 3 all’8% in meno all’anno rispetto alla media. Giovani donne con scarsi livelli nutrizionali sono inoltre più esposte a veder crescere i propri figli malnutriti.

Come precedentemente evidenziato circa il 73% delle persone povere del mondo vivono nei paesi a medio reddito ed è proprio in questi paesi che la povertà economica rischia maggiormente di trasformarsi in fenomeni di esclusione sociale e discriminazione. Fenomeni di questo tipo sembrano più frequenti in quei paesi che hanno conosciuto un rapido sviluppo economico come ad esempio l’India. Ma anche gli USA registrano ampi fenomeni di povertà minorile, soprattutto all’interno delle comunità afroamericano ed ispaniche.

Dati di questo tipo, si sa, vanno interpretati con la dovuta cautela, ma stavolta il fenomeno rischia solo di essere sottostimato. I bambini più poveri e vulnerabili spesso sono proprio quelli che sfuggono alle statistiche e si stima che nella realtà il dato potrebbe tristemente crescere di oltre il 25%. Non fa eccezione il sud Italia e neppure l’area flegrea, dove lontano dai riflettori si sono moltiplicate le situazioni di disagio. Per questo La Casetta Onlus opera contro la povertà e l’esclusione sociale dei minori. Un lavoro quotidiano fatto di gesti semplici, che però assumono un grande valore alla luce proprio del quadro appena dipinto. Si è visto, infatti, come il trasposto scolastico, il dopo scuola e le altre attività ludico-formative svolgano un ruolo fondamentale nella crescita del bambino. Accanto a tutto questo La Casetta non fa mancare l’attenzione alla famiglia, provando a migliorare il contesto di vita del minore attraverso azioni di sostegno materiale e varie forme di supporto alla genitorialità.

 

Mirco Maestrini

Ufficio Stampa La Casetta Onlus

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